Dieta Alcalina: come mai per i nutrizionisti è una bufala? Come funziona questo menu vegano depurativo?

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 Dieta alcalina

 

 

                                                                               Immagine:Thanks to Greenopedia.com

Quante volte avete sentito parlare della dieta alcalina, di cibi acidificanti, di influenza sulla salute e sullo sviluppo dei tumori? Avete il dubbio che sia una di quelle mode passeggere senza fondamento scientifico?

Esiste in realtà un’accesa diatriba tra i detrattori della dieta alcalina e i tanti sostenitori che ne lodano le proprietà terapeutiche. Intanto cresce la comunità di chi segue la cucina vegana (alcalinizzante per eccellenza).

Come al solito in rete l’informazione e’ tale che risulta difficile comprendere se si tratta di fondamenti scientifici o bufale commerciali. In questo articolo vedremo quali sono i dubbi della scienza circa la dieta alcalina e come importanti studi invece, stanno mettendo sempre più in relazione il tipo di alimentazione con gli effetti a livello cellulare.

  • La dieta alcalina e’ una bufala?
  • Correlazione tra alimentazione e cura delle malattie
  • I tumori si sviluppano in ambiente acido
  • Il progetto DIANA e la dieta alcalinizzante
  • L'equilibrio acido-base della dieta vegana alcalinizzante
  • MENU SETTIMANA AUTUNNALE-INVERNALE
  • MENU SETTIMANA PRIMAVERILE-ESTIVA

Ok c'e' tanto da capire, partiamo!

La dieta alcalina e’ una bufala?

Come affermato dall’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro):

nessuno studio rigoroso ha mai dimostrato che le diete alcaline abbiano alcun effetto di prevenzione o cura del cancro a causa del pH. Anche una dieta totalmente rispondente ai canoni di scientificità, però, non è in grado da sola di curare il cancro, ma può tuttalpiù aiutare l’organismo ad affrontarlo e a sopportare meglio le cure.
— https://www.airc.it/cancro/disinformazione/dieta-alcalina/

Non e’ mica poca cosa se una sana alimentazione può aiutare l’organismo ad affrontarlo!

Certo, le più note riviste di moda e benessere parlano apertamente di dieta alcalina, ma usano tutte le stesse definizioni, a volte banali e fuorvianti. Per non parlare dei vari naturopati e pseudo-nutrizionisti che hanno ideato originali metodi facendo minestroni di teorie pseudoscientifiche. Da scettico e affine all'analisi empirica, ho anch'io diffidato di certe definizioni. Ma non dobbiamo mai dimenticare di coltivare “il dubbio” anche in quello che spesso viene divulgato dalla medicina ufficiale.

Certi scienziati molto spesso sminuiscono o disconoscono “scoperte” o tesi scientifiche di loro colleghi. C’e’ chi ha sposato la causa del debunking, cioè smentire determinate affermazioni basandosi sul metodo scientifico. Sto parlando di colleghi e medici che portano avanti questa attività attraverso i loro blog. Tra questi ci sono il sito americano SBM (www.sciencebasedmedicine.org) e il Dottor Di Grazia (www.medbunker.blogspot.it), i cui articoli sono per me fonte di ricerca e studio.

Non per questo però devono essere presi per verità assoluta. Soprattutto se poi ci si mette anche un chimico e foodblogger come Bressanini, tanto preparato quanto arrogante, che ha la presunzione di dimostrare o smentire una teoria scientifica, come se si potesse dimostrare con una formula matematica esatta. In un suo articolo, riprende infatti le affermazioni del Dottor Di Grazia per etichettare la dieta alcalina come una bufala. Secondo loro la dieta alcalina è una bufala, per il semplice fatto che i vari alimenti non hanno il potere di acidificare o alcalinizzare il sangue. Ed hanno ragione!

Solo che loro prendono le parole alla lettera. Ma la scienza, lo dimostra la storia, non sempre è un percorso lineare. Molto spesso le teorie scientifiche hanno bisogno di test, controtest, ipotesi da dimostrare, che poi vengono modificate e alla fine validate. Per Bressanini ed altri divulgatori mainstream il cibo non e’ cura! Punto! Peccato che Veronesi e Berrino, probabilmente due tra i più riconosciuti oncologi a livello mondiale, siano arrivati a conclusioni diverse.

Correlazione tra alimentazione e cura delle malattie

Io non sono medico, lo sapete, ma parlo attraverso fonti mediche ufficiali. E quello che sto per descrivervi è stato presentato negli atti del convegno “Pandemie del terzo millennio. Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanita’ (2015): PANDEMIA DISMETABOLICA: OBESITÀ, INSULINO-RESISTENZA E PATOLOGIA ONCOLOGICA.

Negli ultimi venti anni c’e’ stato un graduale cambiamento nell'approccio diagnostico in medicina. Il paziente viene osservato in una visione più integrata, olistica, in rapporto, non solo alla patologia che lo affligge, ma all'ambiente in cui egli vive e all'influenza che ha sul micro ambiente cellulare. La medicina ha man mano riconosciuto il ruolo fondamentale dell’alimentazione, come strumento preventivo e di supporto alle terapie, in grado di modulare l’espressione genica, l’equilibrio ossido riduttivo e lo status infiammatorio del sistema immunitario.

I tumori si sviluppano in ambiente acido

Nel secolo scorso il dottor Otto Warburg fu insignito del premio Nobel per aver scoperto, tra le altre cose, che le cellule tumorali si sviluppassero in ambiente acido, cioè producendo acido lattico.  In pratica le cellule tumorali proliferano generando ambiente con scarsità di ossigeno (ipossia) extracellulare. In queste condizioni di carenza di ossigeno, l’utilizzo di glucosio (zuccheri) da parte delle cellule cancerose, avviene tramite una fermentazione con produzione di acido lattico. Questo acido lattico, espulso dalle cellule nel micro-ambiente dei tessuti corporei, incrementa ulteriormente la proliferazione cellulare, con metastatizzazione.

Da diversi studi e’ emerso che questi fenomeni erano ben evidenti in pazienti che si alimentavano normalmente con pasta e pane prodotti con farina bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e derivati, carne rossa, acqua acida, ecc. Alcuni cibi, inoltre, contengono alti livelli di IGF-1 o proteine allergizzanti, quali le profiline di molti alimenti, che rappresentano uno stimolo potente per la crescita delle cellule cancerose.

Difatti queste tipologie di alimenti sono definiti acidificanti, non perché acidificano il sangue (come sostengono molti nutrizionisti!), ma una volta digeriti e assimilati, producono residui (sali minerali, amminoacidi, zuccheri ecc.) con azione acidificante a livello dei tessuti. Chiara la differenza che questi scienziati mainstream omettono di dire?

Difatti la moderna frontiera delle terapie antitumorali (sempre secondo gli atti del convegno PANDEMIA DISMETABOLICA: OBESITÀ, INSULINO-RESISTENZA E PATOLOGIA ONCOLOGICA) e’ lo studio dell’equilibrio acido-base delle matrici cellulari delle masse tumorali. Si e’ visto che alcuni chemioterapici sono meno efficaci in ambiente cellulare acido, perché non riescono a penetrare all'interno delle cellule. Determinati schemi alimentari associati ai tradizionali protocolli chemio e radioterapici, hanno dimostrato di aumentare l’efficacia di tali terapie, diminuendone gli effetti collaterali.

Ok Fransce’, ma in rete si legge che certe ricerche non sono dimostrate scientificamente o non sono statisticamente significative. Di chi mi devo fidare?

Il progetto DIANA e la dieta alcalinizzante

Tutto questo che ho sopra descritto e’ il frutto di uno studio enorme diretto dal Professor Berrino e l’Istituto Tumori di Milano: il progetto DIANA (Dieta e Androgeni), uno studio durato 8 anni, mirato a valutare gli effetti di determinati protocolli dietetici sulle donne malate di cancro al seno e con recidive. Sono state coinvolte 2353 donne operate di carcinoma mammario provenienti da undici centri sparsi sul territorio nazionale. E’ stata creata “Cascina Rosa”, un campus di ricerca dove queste donne sono state seguite nel condurre uno stile di vita corretto (almeno 30 minuti di esercizi fisici al giorno); sono stati preparati dei menu specifici per supportare le terapie subite e per gestire il ritorno alla vita normale.

Riporto le testuali parole presenti negli atti del Rapporto dell’Istituto Superiore della Sanita’:

Un alimento come il latte, ad esempio, può incrementare il peso di un vitello in pochi mesi poiché gli alti contenuti di lattosio e di caseine, piuttosto che il contenuto nutrizionale, hanno una notevole influenza sulla produzione dell’insulina e di altri fattori di crescita. Lo stesso vale per la carne rossa e le proteine animali in generale. Il loro elevato consumo è stato associato, in alcune neoplasie, ad un maggior rischio di sviluppo. La strategia dietetica utilizzata in questo progetto si basa sulla riduzione degli zuccheri semplici, dei grassi e dei prodotti di origine animale e sull’aumento del consumo dei cereali non raffinati, dei legumi e delle verdure. Tale approccio è mirato alla riduzione dei livelli ematici degli ormoni sessuali maschili (gli androgeni), dell’insulina e fattori insulino-simili (IGF-1), noti per la loro capacità di favorire la crescita e la disseminazione metastatica dei tumori della mammella. I risultati ottenuti sono estremamente significativi in quanto questa strategia di intervento dietetico globale ha dimostrato di essere efficace nell’indurre cambiamenti nel metabolismo degli ormoni endogeni e dei fattori di crescita insulino simili (IGF-1) che potrebbero ridurre il rischio di recidive in donne con cancro al seno
— https://www.researchgate.net/publication/283615472_Pandemie_del_terzo_millennio_Rapporto_ISTITUTO_SUPERIORE_DI_SANITA_Pandemia_cardio-vascolare_dalla_disfunzione_endoteliale_all'aterosclerosi_Quale_prevenzione_Maria_Bianchi_Maria_Grazia_Roccia_Carolin

I vari Bressanini e altri pseudoscienziati e guru, dopo questo, possono stare muti.

Quando si parla di dieta alcalina, si intende quella dieta impostata su cereali integrali, verdure, frutta che, fornendo vitamine e minerali, fanno sì che la matrice extra cellulare mantenga il suo status alcalino (infatti, gli ioni alcalinizzanti sono sodio, potassio, magnesio, manganese, ferro).

Il PH della matrice extra cellulare è all'incirca 7,09, ed è qui che avvengono gli scambi metabolici con le cellule, è qui che lavorano gli enzimi e vengono depositate le tossine in eccesso; l’eccesso di cibi acidificanti (con residui acidi quindi) va a compromettere l'omeostasi, cioè’ l’equilibrio intra ed extracellulare dei tessuti del nostro organismo.  Un’alimentazione ricca di proteine vegetali e povera di quelle animali, con prevalenza di alimenti a basso indice glicemico, può assicurare un sufficiente apporto nutrizionale al paziente oncologico. Questo consente di controllare l’azione periferica dell’insulina e dei fattori insulino-simili (IGF), citochine e ormoni sessuali.

L'equilibrio acido-base della dieta vegana alcalinizzante

Il potente messaggio che viene fuori dal progetto DIANA (e da altri progetti paritetici) e’ quello di utilizzare la dieta come una sorta di manipolazione nutrizionale in grado di produrre effetti terapeutici, e soprattutto preventivi, modulando i livelli ormonali, le risposte immunitarie (citochine ed altri anticorpi), gli equilibri acido-base e i ritmi circadiani.

L’equilibrio acido-basico è infatti regolato da ben precisi ritmi e cicli. Il collagene e le matrici extracellulari infatti, sono soggette ad una variazione di fase da sol a gel nel corso della giornata: al mattino prevalgono i fenomeni catabolici (quindi le espulsioni di tossine), mentre successivamente, lungo il resto della giornata, insorge la fase ricostruttiva nella quale vanno somministrati nutrienti e alimenti per essere assimilati. Naturalmente questo vale anche per chi non e’ malato. Tutti noi dovremmo seguire le indicazioni per un approccio ad una dieta alcalinizzante, per mantenere uno status di salute ottimale e prevenire anche tutti quei disturbi legati ad un’alimentazione scorretta.

Ed ora un omaggio per te. Ti allego dei menu base stagionali, estratti dai quaderni del progetto DIANA che il dottor Berrino ha pubblicato nel suo libro “Il cibo dell’uomo”. Qui puoi trovare tutti gli alimenti alcalinizzanti utilizzabili per la tua cucina.

MENU SETTIMANA AUTUNNALE-INVERNALE

Tutti i cereali potranno essere accompagnati da broccoli, cavolfiori, verza, cavolo cappuccio, rape, porri, zucca e altre verdure invernali. Far saltare le verdure vivacemente in una padella appena unta di olio di sesamo o extravergine di oliva rimuovendole con bacchette di legno e toglierle dal fuoco quando sono ancora croccanti. D’inverno sono però anche indicate cotture prolungate.

  • 1. Pasta e fagioli.
  • 2. Zuppa di farro.
  • 3. Zuppa d’orzo, Orzo e verze.
  • 4. Riso integrale con lenticchie o azuki (vanno bene anche le zuppe di cereali e legumi già mischiati del commercio biologico).
  • 5. Riso integrale con la zucca.
  • 6. Miglio, azuki e zucca.
  • 7. Polenta di grano saraceno, con lenticchie o fagioli.
  • 8. Soba (pasta di grano saraceno, che si cuoce in 3-5 minuti) in brodo con verdure.
  • 9. Risotto (integrale) ai funghi.
  • 10. Polenta di farina integrale di mais (mischiata a saraceno) con lenticchie.
  • 11. Sherpa stew (zuppa di verdure con maltagliati di pasta fresca fatta con farina semiintegrale o di grano duro).
  • 12. Tortino di miglio (mettere al forno miglio bollito mescolato con carote e cipolle previamente saltate in padella. Si possono fare strati separati da una crema di tahini montato con acqua).
  • 13. Ribollita, con pane integrale e cavolo nero. 14. Orecchiette con le cime di rapa. Zuppa di miso (con verdure o alga wakame). Cuocere le verdure (eventualmente prima saltate in poco olio) in acqua abbondante. A cottura ultimata aggiungere un cucchiaino di miso (pasta di soia fermentata) e spegnere il fuoco. Si consiglia di usare miso di orzo non pastorizzato.
  • MUFFINS DI “Le cuoche di Jo” ½ Kg farina tipo 1 o 2 (non usare mai la 00), un pizzico di sale, 200 gr di uvetta (di cui più della metà rinvenuta e frullata), 100 gr nocciole tostate e frullate, una tazza di succo di mela (senza zucchero), una tazza di latte di soia, 200 gr di carote finemente grattugiate, 350 gr di mele grattugiate, una bustina di lievito (cremortartaro), 4 gocce Olio essenziale di limone (o la buccia di un limone grattugiata), un pizzico di vaniglia in polvere (facoltativo). Mescolare il tutto, disporre nelle formine dei muffin oliate (o nelle teglie apposite di silicone) e cuocere a 180 °C per 30 minuti.
  • BRUTTI MA BUONI 1 tazza di fiocchi d’avena, ½ tazza di uvetta, ½ tazza di mandorle spezzettate grossolanamente,½ tazza di acqua, 1 tazza di succo di mela, un pizzico di sale. Mescolare il tutto e lasciare riposare l’impasto per un’ora (o tutta la notte) quindi disporlo sulla teglia precedentemente oliata a cucchiaiate. Infornate a forno caldo per 15 minuti a 180°.

SETTIMANA PRIMAVERILE-ESTIVA

Pasti principali: piatti base Quelli che seguono sono semplici suggerimenti. La fantasia e’ sempre benvenuta. In estate si raccomanda di salare un po’ meno che in inverno. Ogni giorno è bene avere nel piatto verdure di stagione, più verdure cotte d’inverno, più verdure crude d’estate.

  • 1. Riso integrale con verdure. D’estate e’ preferibile scegliere una varietà di riso lungo integrale o semintegrale. D’inverno è consigliabile il riso integrale tondo. Scegliere una o più verdure di stagione da far saltare a parte in una padella appena unta di olio extravergine di oliva o di sesamo: piselli, fagiolini, piattoni (taccole) o fagioli freschi, bietole, coste, catalogna, cicoria, carote (tutte queste verdure possono essere prima scottate in acqua bollente) o indivia (chioggia, belga), o zucchine. Il riso rappresenti almeno metà della porzione.
  • 2. Miglio con lenticchie rosse (coralline). Mescolare i due ingredienti già cotti e condire con un cucchiaino da caffè di olio extravergine emulsionato con un cucchiaino di tamari e con un cucchiaino di acqua. (In inverno si può condire con un cucchiaino raso di miso sciolto in poca acqua)
  • 3. Farro e ceci. Questo stesso piatto può essere preparato con altri cereali o altri legumi, arricchito con carote bollite e tagliate a dadini, gambo di sedano sbollentato e tagliato a mezza luna. Servire tiepido.
  • 4. Orzo e riso. Si cuociono assieme come il riso integrale. Mescolare con fagiolini verdi tagliati in diagonale, o piselli freschi, e carota grattugiata cruda, conditi con acidulato di riso, poco olio extravergine e un cucchiaino di pasta di umeboshi.
  • 5. Spaghettini di riso (un minuto di cottura) e verdure saltate.
  • 6. Taboulet di Cus-cus con verdure di stagione e un legume (ceci, azuki, borlotti), timo, cumino, capperi, mischiati con olio extravergine, limone o acidulato di riso
  • 7. Pesce con riso basmati integrale
  • 8. Insalata di Riso semi-integrale, condito come il taboulet.
  • 9. Insalata di pasta. Raffreddare sotto acqua corrente la pasta di grano duro (o di farro o di Kamut) al dente. Far saltare alcune verdure, aggiungere la pasta in padella, aggiungere qualche verdura cruda (carote e cetriolo a dadini, fiori di cavolfiore ) ed eventualmente dadini di tofu scottati in acqua bollente salata e poi lasciato a marinare in acqua e tamari e timo o altre erbe aromatiche.
  • 10.Pasta di farro con verdure.
  • 11.Risotto ai frutti di mare.
  • 12.Taboulet di bulgur (grano spezzato e precotto).
  • 13.Pasta con le vongole.
  • 14.Frittura di seitan con insalata mista cruda e pane integrale tostato.
  • ZUPPE: crema di cipolle, crema di carote, zuppa di verdure con tamari (poco perché riscalda) o con crema di umeboshi (rinfresca).
  • DESSERT: kanten con frutti di bosco, torta di cus-cus , pesche cotte alla cannella, crema di fiocchi di cereali in succo di mela e latte di riso, sorbetto alla frutta, gelato alla nocciola.

Come puoi notare, la dieta alcalina ti permette di poter mangiare di tutto, senza regole troppo restrittive. Basta limitare i prodotti di origine animale. Rimane in ogni caso un regime alimentare vario, fantasioso e adatto a tutti. I menu del Professor Berrino sono abbastanza innovativi e molto influenzati dalla cucina orientale, e come puoi notare, sono dei menu vegani, ad eccezione del pesce.

Ma una buona dieta alcalina può avere tranquillamente come base la nostra dieta mediterranea, quella vera! Latticini, uova, formaggi, carne e pesce, sono alimenti acidificanti. Ma limitarli a poche volte la settimana, sempre abbinati a abbondante verdura, limita l'effetto acidificante. E poi, attento sempre ai prodotti a base di carboidrati: evita quelli raffinati! Ti invito a fare un esercizio. Prova a comporre il tuo menu partendo da questi esempi. Vedi come va e facci sapere con qualche commento qui sotto. Se hai apprezzato il lavoro svolto in questo articolo, ti chiedo solo il favore di ricambiare, condividendo l'articolo sui tuoi canali social. Grazie