Lo yogurt e i probiotici migliori? Quelli che ti prepari a casa

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Perchè tutti i probiotici attualmente in commercio sono stati bocciati? | Dessert più che probiotici | E’ utile fare uso dei probiotici? | Lo yogurt non è un probiotico | Quali caratteristiche deve avere un probiotico? | Il microbioma interagisce con il sistema immunitario | Disbiosi intestinale | Colonizzazione del tratto intestinale da parte dei lattobacilli | Probiotici: Effetti sulla salute | Attività anti-patogenica dei probiotici | Come assumere i probiotici?

Sono passati ormai dieci anni da quando l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha bocciato praticamente tutte le richieste di slogan salutistici dei principali produttori di yogurt e latti fermentati. 180 richieste di claims che promuovevano la salute in seguito a consumo di probiotici, furono bocciate.

Ricordo tra le varie bocciature, quella del Danacol di Danone, la cui presunta diminuzione del 10% del colesterolo a seguito del suo consumo, non era dimostrata dalle evidenze scientifiche presentate dall’azienda francese.

Stessa sorte per Actimel di Danone, che prometteva il rafforzamento delle difese immunitarie. E poi ancora lo Yakult, con il suo lactobacillus casei shirota, che doveva stimolare anch’esso le difese immunitarie contro raffreddore e influenza.

Ma l’elenco dei probiotici bocciati dall’EFSA è molto più lungo. Fermenti probiotici come Lactobacillus plantarum, il Bifidobacterium B12 animalis, Lactobacillus deuteri e johnsonii, paracasei, casei non diminuiscono la presenza di batteri potenzialmente patogeni dell'intestino, non mantengono l’equilibrio della flora intestinale, né stimolano il sistema immunitario.
All’epoca solo pochi media diffusero la notizia in maniera rilevante (vedi articolo del The Guardian e l’articolo dell’Independent.

Perchè tutti i probiotici attualmente in commercio sono stati bocciati?

In realtà più che i probiotici, sono stati bocciati i claims salutistici che pubblicizzano.

Il problema della bocciatura sta nel fatto che, per poter affermare delle proprietà dirette sulla salute, le aziende devono poterlo dimostrare con studi scientifici rigorosi. Quasi tutti gli studi presentati dalle aziende mettevano in relazione il consumo di probiotici e la variazione, per esempio, di globuli bianchi e proteine che, a loro volta sono correlate con l’effetto sulla salute che si vuole dimostrare.

In questo paper scientifico, il professor Katan dell’Università di Amsterdam, spiega la correttezza delle scelte dell’EFSA e i dubbi verso gli studi effettuati sui probiotici dalle case produttrici.

Questo tipo di studi non dimostrano la relazione di causa effetto tra il consumo del probiotico e l’effetto sulla salute. Dalle aziende ci si aspettano degli studi clinici su un certo numero di persone, metà delle quali utilizzano il probiotico, un’altra metà non lo utilizza, e valutare se vi sono differenze significative sulla salute dei due gruppi di soggetti valutati.

Pertanto la bocciatura è più che altro riferita al metodo scientifico.

Quella poc’anzi descritta è la metodica che viene seguita dalle case farmaceutiche per dimostrare l’efficacia di un qualsiasi farmaco. Sono studi che richiedono il coinvolgimento di tante persone sottoposte a studio, di centri di ricerca, di tempo (perché gli effetti magari si osservano a lungo termine), ma soprattutto di ingenti investimenti.

Cosa è cambiato dopo dieci anni per i probiotici?

Praticamente nulla. Molte aziende hanno ritirato i loro studi e addirittura li hanno abbandonati perché troppo costosi.

Nel frattempo le varie Autorità nazionali, hanno applicato divieti e multe a tutti i livelli: in Inghilterra l’Autorità per la Difesa dei Consumatori ha censurato gli spot di Actimel e Activia di Danone per pubblicità ingannevole.

In Italia l’Antitrust ha multato per 300 mila euro Danone per il Danacol e 100 mila euro a Unilever per Pro-Activ.

Negli Usa la Danone è stata costretta a istituire un fondo di 35 milioni di dollari per risarcire i consumatori ingannati dalla pubblicità. (Fonte: IlFattoAlimentare)

A parte le multe, non è cambiato granché. Le aziende non producono report scientifici attendibili, ma continuano ad agire sul marketing per formulare i loro claims in modo tale da evitare di incappare in pubblicità ingannevole.

Infine hanno aggirato l’ostacolo normativo, addizionando dei micronutrienti come la vitamina B6 e la vitamina D, che hanno avuto invece il benestare dell’EFSA per la loro azione di stimolo sul sistema immunitario. In tal modo, indirettamente possono continuare a utilizzare in parte i loro claims.

Allora perché prodotti come Activia e Yakult continuano a pubblicizzare il claim “Favorisce l’equilibrio della flora intestinale”?

Perchè in Italia, il Ministero della Salute ha pubblicato delle linea guida che, in contrapposizione a quanto stabilito negli altri paesi europei, ammettono tale claims se il probiotico contiene almeno 1 miliardo di batteri. Difatti, da un test condotto da Altroconsumo, questi claims scompaiono sui siti di Danone e Yakult, appena navighi sui loro siti d’oltralpe. (Fonte: Altroconsumo)

https://ilfattoalimentare.it/probiotici-ministero.html

Dessert più che probiotici

In ogni caso, il vero problema della maggiorparte degli yogurt e latti fermentati è che, più che probiotici, sono dei dessert: molto zuccherati, processati e addizionati di aromi artificiali per essere accettati dai consumatori.

Molti di questi prodotti raggiungono addirittura il 20% di dose giornaliera raccomandata di zuccheri per porzione! Altro che salutistici!

Il lattosio viene completamente eliminato in acido lattico dopo 24 ore di fermentazione. Per quanto riguarda la digestione delle proteine, la caseina non viene completamente digerita, ma a pH 4.5 le proteine del latte si denaturano e perdono la struttura tridimensionale che si ritiene sia responsabile delle allergie.

Negli yogurt commerciali molto spesso il processo di fermentazione non è completo, e lattosio e proteine non sono totalmente digerite.

Difatti proprio l’EFSA si è espressa nel 2011 sul claim relativo alle colture vive di lattobacilli che promuovono la digestione del lattosio. Ma solo a determinate condizioni: il probiotico deve contenere almeno 100 milioni di cellule batteriche vive. (qui il parere EFSA)

E’ utile fare uso dei probiotici?

Al di là degli slogan ingannevoli e degli studi scientifici richiesti dall’EFSA, ci sono comunque evidenze scientifiche più che sufficienti per poter affermare che i fermenti probiotici esplicano importanti funzioni a livello del nostro organismo.

Il Ministero della Salute ha redatto e revisionato a marzo 2018 delle linee guida su probiotici e prebiotici.

Il Ministero ha valutato diversi studi, tra i quali 7 metanalisi, cioè revisioni di tutte le pubblicazioni che hanno trattato il tema dei probiotici e la loro influenza sulla salute. Dalla valutazione di questi studi, è emerso che un probiotico, per poter assolvere a tali funzioni (quindi di equilibrio della flora intestinale e stimolazione del sistema immunitario), deve essere in grado di colonizzare l’intestino, superando la barriera gastrica. Per poter colonizzare l’intestino, un probiotico, deve essere in grado di apportare almeno 10 miliardi di cellule vive al giorno.

Pertanto un buon probiotico dovrebbe presentare in etichetta:

  • Il nome della specie e del ceppo probiotico presente nel prodotto;

  • Il numero di cellule vitali per ciascun ceppo, garantito per tutta la shelf-life;

  • La dose suggerita che deve fornire la dose efficace di probiotici relativa al beneficio dichiarato.

Ci sono tutte queste informazioni nei probiotici commerciali? Non credo.

Lo yogurt non è un probiotico

Per esempio non tutti sanno che il classico yogurt non è un probiotico.

Difatti noi tendiamo a chiamare comunemente yogurt tutti i tipi di prodotti fermentati del latte. In realtà occorre precisare che lo yogurt è uno dei tanti tipi di latte fermentato.

Viene definito Yogurt il prodotto della fermentazione del latte per mezzo dei due ceppi batterici “Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus”. Questi due ceppi batterici non sono probiotici per il semplice motivo che non riescono a superare la barriera gastrica. Questo significa che l’ambiente acido dello stomaco non permette la sopravvivenza dei due fermenti, che pertanto non riescono a raggiungere l’intestino.

Quali caratteristiche deve avere un probiotico?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i probiotici come "microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio per la salute all'ospite" (Fonte: Expert consensus document. The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the scope and appropriate use of the term probiotic - Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2014 ).

Le seguenti quattro caratteristiche sono di primaria importanza:

  1. Capacità di colonizzare e sopravvivere

  2. Capacità adesiva

  3. Capacità di aggregare

  4. Effetti antagonisti

I batteri Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium sono membri importanti della flora intestinale umana. Il primo predomina normalmente nell'intestino tenue e il secondo nell'intestino crasso.
La produzione di questi importanti batteri è ridotta in alcune persone a causa di farmaci, stress o vecchiaia. In molte persone, una ridotta produzione di batteri intestinali può causare sintomi come gonfiore, indigestione e colite.

A parte la possibile prevenzione e sollievo della diarrea, la letteratura indica che i batteri L. acidophilus e Bifido possono aiutare a:

  • Ridurre il livello di colesterolo nel sangue

  • Alleviare il malassorbimento del lattosio (intolleranza al lattosio)

  • Rafforzare il sistema immunitario

  • Ridurre il rischio di cancro allo stomaco.

Il microbioma interagisce con il sistema immunitario

L’intestino umano è normalmente popolato da un ecosistema di microrganismi che svolgono funzioni essenziali per il mantenimento dell’equilibrio metabolico e del sistema immunitario (omeostasi). Questa comunità di microrganismi viene denominata “microbiota”, mentre il corrispettivo genoma è chiamato “microbioma”.

Il microbiota intestinale è in continuo equilibrio con il tessuto linfoide associato all’intestino, che rappresenta l’organo immunitario principale del corpo umano. Questo equilibrio è fondamentale soprattutto perché, oltre al microbiota utile, a livello intestinale possono essere presenti diversi microrganismi e virus non utili, anzi a volte pericolosi.

Oltre alla funzione di barriera immunitaria, il microbiota ha anche un’importante funzione digestiva.

Molte fibre, disaccaridi e peptidi, che non possono essere digeriti nell’intestino tenue, sono fermentati e digeriti dalla microflora intestinale.

Questa fermentazione produce acidi grassi a corta catena (acido butirrico, proprionico e acetico) che migliorano l’assorbimento di minerali e migliorano il metabolismo di lipidi e glucosio nel fegato.

Disbiosi intestinale

Alimentazione non corretta, uso di antibiotici, stress e patologie croniche e alterazioni del ritmo circadiano sonno/veglia, possono perturbare questo equilibrio intestinale. Il risultato è che batteri utili come i lattobacilli e i bifidobatteri diminuiscono, sostituiti da specie patogene come clostridi ed enterococchi.

Questa alterazione viene definita Disbiosi, e pare favorisca molte patologie croniche come le malattie infiammatorie intestinali (colite ecc.), il diabete di tipo 2, l’obesità e i tumori del colon retto. (Fonte: Microbiota organization is a distinct feature of proximal colorectal cancers - Proc Natl Acad Sci U S A. 2014 )

L’equilibrio della microflora intestinale con l’epitelio intestinale, permette il riconoscimento e la tolleranza dei recettori cellulari dei microrganismi stessi e dei metaboliti alimentari. Ecco perché in un sistema in equilibrio, molte proteine e sostanze estranee possono generare risposte immunitarie con produzione di citochine pro-infiammatorie, così come vengono poi prodotte sostanze che spengono l'infiammazione come l’Interleuchina-10.

Inoltre è stato riscontrato un legame significativo tra disbiosi e tumore del colon-retto. In questo Microbiota disbiosis is associated with colorectal cancer-Front Microbiol. 2015 in pazienti anziani affetti da tumore del colon-retto, è stata evidenziata una prevalenza di batteri come clostridi e una scarsa presenza di bifidobatteri.

Questo (Fonte: Gut microbioma population: an indicator really sensible to any change in age, diet, metabolic syndrome, and life-style - Mediators Inflamm. 2014 ) è uno dei tanti studi che mettono in evidenza come perturbazioni della composizione della microflora del tratto gastro-intestinale, siano associate a un aumentato rischio di patologie immuno-mediate.

Visti gli effetti del microbiota intestinale sulla salute umana, negli ultimi decenni sono state sviluppate strategie atte ad ottimizzare la funzionalità dell’ecosistema microbico. Queste hanno confermato l’importanza dell’alimentazione e degli stili di vita nel mantenimento dell’abbondanza e della diversità della microflora intestinale.

Riequilibrare uno stato di disbiosi è comunque un’operazione complessa. Come abbiamo già detto in precedenza, le popolazioni microbiche che maggiormente influenzano l’omeostasi immunologica sono batteri anaerobici (che agiscono cioè in assenza di ossigeno) che difficilmente possono essere integrati dall’esterno, attraverso l’uso di probiotici, prebiotici e integratori vari.

Colonizzazione del tratto intestinale da parte dei lattobacilli

La colonizzazione e i potenziali benefici per la salute possono essere realizzati solo quando queste cellule vitali di fermenti lattici sono in grado di sopravvivere passando indenni attraverso le barriere naturali esistenti nel tratto gastro-intestinale, come le condizioni di pH basso e la degradazione degli enzimi digestivi e dei sali biliari.
Il consumo di batteri vivi come Lactobacillus acidophilus e Bifidobatteri nei prodotti lattiero-caseari è un modo ideale per ripristinare l'equilibrio della flora intestinale.

In un intestino con un buon equilibrio della flora microbica, si nota la presenza di un muco di spessore non superiore al mm che ricopre l’epitelio intestinale. Questo muco è costituito da “mucina”, cioè delle glicoproteine che formano una sorta di gel protettivo che separa i batteri dalla superficie delle cellule intestinali.

Questo muco permette quella tolleranza immunologica descritta nel paragrafo precedente (Fonte: Adhesion Properties of Lactic Acid Bacteria on Intestinal Mucin-Microorganisms. 2016 )

Sono stati eseguiti diversi studi sulla capacità di batteri e lattobacilli di formare mucina e di aderire all’epitelio intestinale per colonizzarlo.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26946538

http://www.medsci.org/v15p0840.pdf

Il lattobacillus acidophilus si è dimostrato il probiotico maggiormente capace di produrre mucina, ma soprattutto è il probiotico che più di tutti resiste all’acidità gastrica, passando indenne dallo stomaco fino all’intestino. Lactobacillus rhamnosus, plantarum e casei sono gli altri probiotici con alta capacità di adesione epiteliare. (Fonti: Lactobacillus acidophilus binds to MUC3 component of cultured intestinal epithelial cells with highest affinity-FEMS Microbiol Lett. 2016 e questo paper research dell’International Journal of Medical Sciences - 2018.

Questo muco è una barriera per tutti i germi patogeni come per esempio Candida, Pseudomonas e altri patogeni che, per superare la barriera, devono attivare degli enzimi per rompere lo strato di mucina. Dove ci sono infiammazioni, lo strato mucoso risulta assottigliato e diventa più semplice per questi batteri e virus estranei, poter accedere.

Probiotici: Effetti sulla salute

Precisiamo doverosamente che molti degli effetti benefici dei probiotici sulla salute è ancora in fase di studio.

Sono stati già effettuati molti trials clinici, ma è molto complesso estrapolare un nesso di causa effetto tra consumo di alimenti (in questo caso con probiotici) e prevenzione di una malattia. Questo sempre per il motivo che molto spesso ci sono nessi causali di diversa natura che possono interagire tra loro per estrinsecare un effetto.

In ogni caso le proprietà salutistiche dei probiotici sembrano essere molto interessanti. E visto che, in ogni caso, male non fanno, perché aspettare per forza la certezza dei lunghissimi test clinici? Cosa costa cominciare a prendere l’abitudine di consumarli quotidianamente?

Intanto già nel 2016 un gruppo di ricercatori malesi ha pubblicato un completo review degli studi in essere (Fonte: Beneficial Properties of Probiotics-Trop Life Sci Res. 2016 ). E di recente, a luglio del 2018 su Journal of food and Drug Analysis viene pubblicata questa revisione di tutti gli studi sui probiotici e il loro effetto sulla salute umana (Fonte: Benefaction of probiotics for human health: A review - Elsevier 2018). Andiamo quindi a vedere nel dettaglio quali sono le evidenze di queste revisioni dei vari studi scientifici.

Attività anti-patogenica dei probiotici

I probiotici producono delle sostanze, le batteriocine ed altri composti, che fungono da antibiotici naturali nei confronti dei batteri patogeni. Inoltre, la presenza dei probiotici, rappresenta una dura competizione per l’adesione e l’attecchimento di altri microrganismi.

Prevenzione da infezioni uro-genitali

Soprattutto le infezioni dell’apparato genitale femminile (candida, clamidia ecc.) sono frequenti dove vi sia un disequilibrio della flora batterica vaginale, che solitamente è del tipo lattobacilli.

In pratica, una costante somministrazione di batteri lattici, colonizza anche l’apparato uro-genitale, creando una forte competizione contro candida ed altri funghi che facilmente possono contaminare quella zona caratterizzata da ambiente molto umido e acido.

Attività anti-diabetica dei probiotici

Pare che la disbiosi metabolica intestinale, possa influenzare due ormoni intestinali implicati nella neutralizzazione dell’insulino-resistenza e quindi nella regolazione di glucosio nel sangue.

Questi fenomeni legati alla disbiosi, sono poi correlati all’accumulo del glucosio nel tessuto adiposo come acidi grassi. Sono in corso studi di associazione di probiotici e prebiotici (come arabinoxilani e altri tipi di fibre solubili) per migliorare la regolazione dell’insulina.

Attività anti-obesità dei probiotici

Pare che l’attività intestinale dei probiotici vada a stimolare il sistema nervoso centrale (ricordiamo che l’intestino è, dopo il cervello, il principale terminale nervoso).

In pratica viene indotta una riduzione dei tessuti adipocitari (soprattutto dell’adipe addominale) con conseguente diminuzione dell’ormone “leptina” e aumento del senso di sazietà.

Attività anti-infiammatoria

E’ appurato che il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono causati anche dalla disbiosi intestinale. Queste sindromi intestinali sono associate a basse concentrazioni di acidi grassi a corta catena (acetato, butirrato, propionato). Questi acidi grassi sono prodotti dai probiotici ed hanno potenti effetti anti-infiammatori. Per questo l’integrazione probiotici-prebiotici sembra la cura migliore contro le sindromi da infiammazione intestinale.

Attività anti-cancro dei probiotici

Diversi studi in vitro hanno dimostrato l’attività citotossica e anti-proliferativa di alcuni ceppi di lactobacillus fermentum, acidophilus, casei e rhamnosus contro i tumori del colon-retto. Anche qui bisognerà aspettare il completamento degli studi clinici per capire le relazioni di causa-effetto.

Attività anti-allergica

Diversi probiotici, ma in particolare il lactobacillus plantarum, hanno mostrato attività protettiva dalle malattie allergiche, grazie alla produzione di alcune proteine del sistema immunitario in grado di attenuare gli effetti di alcuni antigeni.

Queste evidenze sono state ottenute da studi su topi, quindi anche in questo caso sarà interessante vedere i risultati degli studi clinici sull’uomo.

Attività angiogenica dei probiotici

L’angiogenesi è il processo di guarigione della ferita e rigenerazione dei tessuti. Pare che i probiotici, agendo sulla regolazione del sistema immunitario e la produzione di citochine a altri mediatori dell’infiammazione, possano giocare un ruolo chiave nell’attivare l’attività angiogenica. Uno squilibrio di quest’attività angiogenica, può influenzare negativamente malattie infiammatorie come cancro, retinopatia diabetica, ulcera ecc.

Effetto dei probiotici sul cervello e sul SNC

L’asse microbiota-intestino-cervello è un sistema di comunicazione bidirezionale, con scambio di mediatori chimici tra intestino e sistema nervoso centrale. Qui ci sono già diversi studi clinici che hanno dimostrato che il microbiota intestinale ha un’influenza diretta nello sviluppo del cervello umano.

Per esempio è evidente il miglioramento del rendimento dei bambini con sindrome autistica a seguito di somministrazione quotidiana di lactobacillus plantarum.

In altri volontari, è stata dimostrata l’associazione tra la somministrazione di lactobacillus casei shirota e il miglioramento degli stati d’ansia e di stanchezza cronica. E’ stato osservato che molti probiotici, producono un neurotrasmettitore cerebrale, l’acido gamma-amminobutirrico, coinvolto nella soppressione dell’ansia e della depressione.

Effetto ipocolesterolemico

Tutti i probiotici abbassano l’assorbimento di colesterolo alimentare. Il meccanismo principale pare essere la secrezione di un enzima che idrolizza gli acidi biliari attraverso i quali il colesterolo viene assorbito. In questo modo, il colesterolo non riesce a passare il lume intestinale, e buona parte viene eliminato con le feci.

Salute dermica

Diverse sostanze immunogeniche come le citochine, prodotte dai probiotici, pare possano migliorare gli effetti di alcune malattie della pelle come la dermatite atopica e l’eczema, e stimolare il ringiovanimento dei tessuti. Sono fenomeni ancora poco approfonditi clinicamente, ma pare promettenti.

Igiene orale, carie dentale, malattia parodontale e alitosi

La carie dentale non è altro che una demineralizzazione acida dello smalto dei denti mediata da dei batteri. In pratica, con degli studi in vitro si è visto che la somministrazione di probiotici può creare competizione contro questi batteri della carie e neutralizzare l’effetto acidificante.

Altri batteri patogeni sono causa delle infiammazioni delle gengive (malattia parodontale) con conseguente formazione di placca. Anche in questo caso l’assunzione per via orale di ceppi di lattobacilli potrebbe contribuire alla sostituzione della flora patogena con conseguente miglioramento dell’igiene orale.

Anche l’alitosi, dovuta a composti volatili dello zolfo prodotti da batteri anaerobi, può essere contrastata con la costante assunzione di lattobacilli.

Tutti questi effetti sulla salute orale sono però da approfondire con adeguati studi clinici.

Come assumere i probiotici?

Ricapitolando, abbiamo visto che il modo migliore per assumere i fermenti lattici probiotici è certamente l’assunzione attraverso compresse, dove i batteri sono impiantati su un supporto amidaceo, protetti da altri eccipienti chimici che hanno la funzione di bypassare senza problemi i succhi gastrici dello stomaco.

In ogni caso, è stato appurato che una vera colonizzazione dell’intestino si ottiene con una costante introduzione quotidiana, possibile attraverso l’alimentazione.

Abbiamo anche visto che è assolutamente inutile mangiare lo Yogurt perchè i due fermenti lactobacillus delbruecki bulgaricus e streptococcus termophilus, muoiono già nello stomaco.

Tutti gli altri probiotici possono andare bene, ma bisogna vedere il numero di batteri vivi al momento del consumo, visto che questi prodotti restano un pò di tempo sugli scaffali.

In ogni caso, le formulazioni di questi latti fermentati lasciano seri dubbi per il fatto che sono spesso addizionati di zucchero, sciroppi vari di frutta, edulcoranti, addensanti. Insomma sono più dei dessert che delle alternative salutistiche.

Io personalmente reputo un buon prodotto il Kyr, che oltre ai batteri dello yogurt ha il Bifido, e non ha altri ingredienti nascosti. Gli yogurt alla greca sono molto addensati e quindi più calorici, un concentrato di proteine e grassi.

Il migliore in assoluto ritengo sia un latte fermentato tedesco che si vende nei negozi biologici (Andechser-nature), realizzato con lactobacillus acidophilus. Questo lattobacillo, che abbiamo detto essere quello più resistente ai succhi gastrici, è poco apprezzato in Italia, perché il prodotto finale della fermentazione è leggermente più acidulo.

La maggiorparte degli yogurt e probiotici prodotti per il mercato italiano, sono appositamente meno acidi e più ricchi in zucchero. Il consumatore italiano in genere non ama particolarmente le note acidule.

L’altro prodotto che reputo ottimo è per esempio il Kefyr. Sia che lo facciate voi dai granuli di Kefyr che potete trovare in giro, sia che compriate quello commerciale prodotto da una piccola azienda italiana, Bionova. E’ un ottimo mix di fermenti e probiotici, con una nota leggermente alcolica. Ma come i migliori probiotici, risulta un tantino costoso.

A questo punto sapete qual’è la cosa migliore da fare?

Autoprodursi lo yogurt o latte fermentato che sia. Non è difficile. Con le yogurtiere, in pochi minuti prepari e lasci a fermentare per 8/12 ore finche il prodotto non è pronto da mettere in frigo. In questo modo, puoi usare il latte e i probiotici che ritieni migliori e mangiare tutti i giorni un prodotto vivo con la giusta dose di probiotici.

In un prossimo aggiornamento, vi mostro il metodo migliore e più veloce per autoprodursi il probiotico in casa.
Stay tuned.